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Da Trendware un prodotto veramente curioso: si tratta di un dongle USB che oltre ad assolvere la funzione di Client Wireless in standard Wi-Fi 802.11a/b/g operante sulle frequenze di 5 e 2.4GHz, è anche un piccolissimo HotSpot-Detector portatile con tanto di display LCD che indica, per ogni punto d'accesso individuato, il nome (SSID), la potenza del segnale ricevuto, le eventuali impostazioni di crittazione, e tipo di standard utilizzato. Il TEW-429UB, 54Mbps 802.11g Wireless USB 2.0 Adapter with HotSpot Detector, presentato solo il 12 luglio di quest'anno, può funzionare autonomamente senza la necessità di aver collegato un PC grazie ad una batteria al Litio incorporata che si ricarica tutte le volte che viene connesso al PC per il normale utilizzo come Client Wireless.
 
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La tecnologia Bluetooth: origini del fenomeno e aspetti legali Stampa E-mail
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La tecnologia Bluetooth: origini del fenomeno e aspetti legali
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Il toother, prendiamo ad esempio un uomo, dà un occhiata, e se trova un nome femminile, o un nick che potrebbe essere di donna, manda un sms (di solito con scritto "Toothing?"), tanto per vedere che aria tira.

Se la risposta è positiva, inizia il gioco. Che può concludersi a casa di uno dei due interlocutori o, nel caso di ormoni tempestosi, anche nella più vicina toilette.

L'inventore della nuova mania si chiama Jon, anche se è diventato celebre con il nome d'arte di Toothy Toothing.

E racconta: "Vivo in una città-dormitorio vicino a Londra, e la mattina, prendo il treno per un viaggio lungo e noioso. Ho iniziato a fare toothing lo scorso novembre, con uno scambio di sms con un'altra pendolare, Angela. Ci siamo dati appuntamento nella toilette dello scompartimento, e abbiamo consumato".



(IL LOGO di www.togatoga.it/toothing la prima community italiana dedicata ai toothers)

Affinché le prodezze dei toothers non rimangano confinate fra le pareti di un vagone, Jon ha lanciato un sito con chat e blog individuali.

E nel giro di quattro mesi, grazie a migliaia di persone, ha preso vita una community del sesso casuale, dove partecipanti fanno a gara per raccontare le loro esperienze.

Che non sempre, però, vanno a buon fine, perché non è detto che ad ogni nick corrisponda esattamente quel che ci si aspetta.

Dietro "Hello Kitty" potrebbe anche celarsi un peloso e nerboruto energumeno. Ma fa parte del gioco.

Certo, ci sono alcune strategia per scoprire a chi stai scrivendo. Come spiega Jon, "basta guardarsi intorno subito dopo aver inviato il messaggio e vedere se c'è qualcuno che sta leggendo il display, o che si sta guardando intorno, incuriosito, o che cerca di incrociare gli sguardi dei presenti.


 
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