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La tecnologia Bluetooth: origini del fenomeno e aspetti legali |
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Tra i consigli che mi sento quindi di dare a tutti i possessori di dispositivi Bluetooth, inclusi in smartphones, PDA, portatili ed addirittura autovetture, vi sono i seguenti:
Bluetooth : usate la testa !!!
11. Aspetti Giuridici
Ed eccoci giunti quindi alla parte più prettamente giuridica di questa mia discovery della Tecnologia Bluetooth e dei pericoli cui vengono incontro i dispositivi che ne sono dotati.
Una volta spiegato il funzionamento del dispositivo, i protocolli di cui di avvale, ed aver visto quali sono sul campo i pericoli a cui va incontro il soggetto che utilizza tale sistema di collegamento senza fili, non rimane che cercare di dimostrare la tesi secondo la quale uno smartphone, un PDA, un portatile e persino un auricolare BT siano sicuramente inquadrabili come sistema informatico debbano perciò sottostare alle norme sull’ accesso abusivo ad un sistema informatico, in particolare all’art. 615 ter del nostro Codice Penale.
Una volta dimostrato questo, il secondo obiettivo sarà l’inquadramento di eventuali azioni in danno o comunque nei confronti di tali dispositivi (dal semplice Toothing praticato ormai anche da profani della tecnologia, fino agli attacchi Snarf e Backdoor messi a segno da cracker “autodidatti” con la complicità delle informazioni reperibili facilmente in rete).
Il primo punto da analizzare è quindi la configurabilità dei dispositivi Bluetooth come Sistemi Informatici, e la loro soggiacenza quindi alla disciplina introdotta dalla Legge 23 Dicembre 1993 n. 547 con l’inserimento dell’art. 615 ter nel nostro Codice Penale recante norme riguardanti l’accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, nonché delle norme disciplinanti eventuali effrazioni commesse dopo l’accesso abusivo.
La norma in questione recita “Chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, è punito con la reclusione fino a 3 anni.”
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