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Questo fenomeno non è però dovuto alle debolezze del WiFi, ma bensì al fatto
che spesso gli amministratori di rete non attivano i dispositivi di sicurezza
disponibili, oppure li lasciano volutamente disattivati.
Dal punto di vista tecnico il problema della sicurezza sulle reti WiFi è
riconducibile ad una carenza del WEP (Wired Equivalent Privacy) l’algoritmo
utilizzato per criptare, in modo trasparente all’utente ed alle applicazioni,
il traffico sulla WLAN così da garantire la sicurezza dei dati e l’impossibilità
d’uso da parte di utenti non registrati.
Il WEP è vulnerabile a due differenti strategie di attacco.
Un attacco si dice attivo quando si basa sul principio di generare traffico
sulla rete allo scopo di dedurre la chiave di cifratura. Esistono diverse tipologie
di attacco basate su questo approccio, ed in generale richiedono conoscenze
e mezzi tecnici notevoli da parte dell’attaccante.
Un attacco si dice passivo quando si effettua semplicemente osservando il
traffico di rete. Il WEP è vulnerabile al cosidetto “Fluhrer Attack”, che può
essere realizzato analizzando alcune migliaia di pacchetti cosidetti “weak”,
ottenibili su reti molto utilizzate nel giro di poche ore.
Questo tipo di attacco è decisamente il più temibile, anche perchè non richiede
nessuno skill tecnologico da parte dell’attaccante, ma semplicemente una scheda
WiFi ed un software specializzato quale ad esempio AirSnort.
2. Soluzioni sicure disponibili oggi
2.1 Sicurezza applicativa
La soluzione WiFi più sicura attualmente realizzabile si basa sull’idea di
introdurre sicurezza a livello di rete utilizzando tecnologie quali HTTPS o
IPSec. In questo tipo di contesti si può lasciare la rete WiFi del tutto aperta
allo scopo di semplificare la configurazione dei dispositivi client.
Questo tipo di soluzione sacrifica la semplicità del WiFi, ma può considerarsi
sicura.
Il maggiore inconveniente di questo approccio consiste nel fatto che un eventuale
attaccante viene lasciato comunque libero di accedere alla rete wireless, il
che gli consentirebbe di studiarne a fondo le caratteristiche in cerca di eventuali
vulnerabilità oppure addirittura di utilizzare la copertura WiFi per realizzare
una propria rete personale.
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