Home arrow Sicurezza Wireless arrow Anti Digital Divide scrive a Ciampi: La normativa Wi-Fi è incostituzionale
Notizie flash
Symbol Technologies annuncia il programma di introduzione sul mercato dell’architettura Wireless Next Generation (Wi-NG), che consentirà alle aziende di installare e gestire da un’unica postazione centrale tutte le unità wireless per la voce, i dati e l’infrastruttura che usano la radiofrequenza. Wi-NG permetterà infatti di consolidare le reti Wi-Fi, RFID, VoWLAN (Voice over Wireless LAN), mesh e WiMAX su un’unica piattaforma integrata per lo switching in radiofrequenza, la prima disponibile nel mercato. L’architettura, che aumenterà il livello di efficienza e sarà alla base di una nuova generazione di applicazioni di produttività, consentirà una reale convergenza tra reti fisse e reti mobili (Fixed-Mobile Convergence, o FMC).
 
Menu principale
Home
Forum sul Wireless
Iscrizione Newsletter
Rimozione Newsletter
Wireless nei Comuni
Contributi Audio sul W.
FAQ sul Wireless
Sicurezza Wireless
Guide sul Wireless
Recensioni Hardware
Web Links
Sperimentazioni
News Generiche
Wireless Business
Hardware Wireless
Software per Wireless
Eventi e Manifestazioni
Normativa Wireless
Computers e Wireless
Sistemi Bluetooth
Comunicazioni dal sito
Glossario sul Wireless
Dicono di Noi
Press Kit
Audio Guestbook
Add to: Mr. Wong Add to: Webnews Add to: Icio Add to: Oneview Add to: Yigg Add to: Linkarena Add to: Digg Add to: Del.icoi.us Add to: Reddit Add to: Simpy Add to: StumbleUpon Add to: Slashdot Add to: Netscape Add to: Furl Add to: Yahoo Add to: Blogmarks Add to: Diigo Add to: Technorati Add to: Newsvine Add to: Blinkbits Add to: Ma.Gnolia Add to: Smarking Add to: Netvouz Add to: Folkd Add to: Spurl Add to: Google Add to: Blinklist Information
Social Bookmarking
Podcast

Anti Digital Divide scrive a Ciampi: La normativa Wi-Fi è incostituzionale Stampa E-mail
Anti Digital Divide, nella persona di Mauro Guerrieri, Segretario Ass. Anti Digital divide, ha deciso di scrivere al Presidente Ciampi per presentare alcuni possibili vizi di incostituzionalità dell'attuale normativa sul Wireless e dei contributi per la banda larga. Anche a Mauro Guerrieri rivolgiamo un altro immenso plauso per l'iniziativa e riportiamo di seguito il testo completo della lettera. Il testo in formato pdf è liberamente scaricabile qui.


Alla C.A.
Presidente della Repubblica

Oggetto: Banda Larga in Italia

Ill.mo Signor Presidente,
mi rivolgo a Lei in quanto garante della Costituzione italiana, per presentare una situazione normativa che alla prova dei fatti risulta essere fortemente anticostituzionale.

Gli articoli costituzionali lesi sono i seguenti:

Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 9.
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

La situazione che voglio sottoporle riguarda la diffusione del collegamento internet a banda larga.

Tale servizio risulta essere, a detta della Comunità Europea e dei Ministeri delle Comunicazioni e dell’Innovazione, uno dei servizi fondamentali; motore dello sviluppo e della competitività di un paese.

Attualmente in Italia, il 15 % della popolazione, quindi circa 10 milioni di abitanti, non pouò usufruire di un collegamento ad internet a banda larga che non sia di tipo satellitare, fenomeno che va sotto il nome di divario digitale (digital divide).

A detta dell’Osservatorio della Banda Larga, questa percentuale si ridurrà al più del 5% entro la fine del 2006; questo significa che 6 milioni di italiani non potranno usufruire di quello che viene considerato già oggi un servizio fondamentale e che, di conseguenza, avrà sempre maggiore importanza nel futuro.

Il Ministero delle Comunicazioni purtroppo si è dimostrato non attento, nel cercare di risolvere questa situazione; da più di due anni ormai, le maggior associazioni di operatori, quali AIIP e Assoprovider chiedono a gran voce la liberalizzazione dei servizi a banda larga senza fili, senza nessuna limitazione sulla tipologia di servizi erogabili su infrastrutture di tipo wireless.

Questa richiesta nasce dal fatto che nel resto d’Europa e del mondo, questa tecnologia ha dimostrato di essere la reale soluzione al problema del digital divide.

Sordo alle richieste fatte, il Ministero ha invece limitato fortemente l’uso di queste tecnologie, in particolare con i seguenti provvedimenti normativi:

Piano Nazionale di ripartizione delle frequenze
In accordo con la decisione CEPT ERC/DEC/(01)07 frequenze della banda 2.400-2.483,5 MHz possono essere impiegate ad uso collettivo per usi civili da reti locali ad uso privato mediante apparati a corto raggio per la trasmissione di dati a larga banda con tecniche a dispersione di spettro (R-LAN) aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03.

In accordo con la decisione ERC/DEC/(99)23 della CEPT, frequenze della banda 5.150-5.350 MHz possono essere impiegate ad uso collettivo per usi civili da apparati a corto raggio per la trasmissione dati ad alta velocità all'interno di edifici (sistemi HIPERLAN) aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03.

In accordo con la decisione CEPT ERC/DEC/(99)23 la banda di frequenze 5.470-5.725 MHz può essere impiegata, ad uso collettivo, per usi civili, da apparati a corto raggio per la trasmissione dati ad alta velocità (sistemi HIPERLAN) aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03.

Decreto ministeriale 28 maggio 2003
Regolamentazione dei servizi Wi-Fi ad uso pubblico
Art. 2 (Oggetto ed ambito di applicazione)
1. Il presente provvedimento fissa le condizioni per il conseguimento dell’autorizzazione generale per la fornitura, attraverso le applicazioni Radio LAN nella banda 2,4 GHz o nelle bande 5 GHz, dell’accesso del pubblico alle reti e ai servizi di telecomunicazioni, in locali aperti al pubblico o in aree confinate a frequentazione pubblica quali aeroporti, stazioni ferroviarie e marittime e centri commerciali.

2. Ai fini della limitazione delle interferenze dannose ad altri servizi previsti dal Piano nazionale di ripartizione delle frequenze,gli Access Point operanti nella banda 5.150-5.350 MHz possono essere installati all’interno di edifici secondo le caratteristiche tecniche di cui alla nota 184 del Piano nazionale di ripartizione delle frequenze come modificato dal decreto del Ministro delle comunicazioni 20 febbraio 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 50 del 1° marzo 2003.

Questi due provvedimenti confinano quindi le tecnologie operanti sulla frequenza dei 2.4 Ghz (Wi-fi) e 5 Ghz (Hiperlan), in locali chiusi o aree confinate ma a frequentazione pubblica, per un uso definito ‘a corto raggio’.

Il problema sostanziale è che queste tecnologie permettono di coprire distanze anche di svariati chilometri, nel pieno rispetto delle normative riguardo le emissioni; di conseguenza risultano essere la soluzione ideale per tutti quei comuni (circa il 60%) e le molte zone rurali o montane, che non sono agilmente ed economicamente raggiungibile dalla normale connettività via cavo, ma che sono invece facilmente collegabili attraverso l’uso di sistemi wireless, come ampiamente dimostrato dalle numerose sperimentazioni eseguite anche in Italia.

Risulta quindi evidente che, l’attuale sistema normativo, limitando fortemente l’iniziativa imprenditoriale dei numerosi operatori pronti ad investire su queste tecnologie, violi l’Art. 9 della Costituzione e in qualche misura anche l’Art. 41 poiché “l’iniziativa economica privata è libera”.

Inoltre, impedendo di fatto a questi imprenditori di investire, viene impedita la riduzione del divario digitale che anzi, in questo modo, viene mantenuto e in un certo qual modo anche accresciuto dal fatto che gli operatori privati aumentano la qualità dei servizi a banda larga per coloro che possono usufruirne, senza interessarsi effettivamente di coloro che non possono invece utilizzarli.

Di conseguenza, vista questa situazione, viene di fatto ampliata la differenza tra i cittadini, mentre, come sancito dall’ Art. 3 della Costituzione, la Repubblica Italiana è tenuta a rimuovere “tutti quegli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini”.

Risulta quindi evidente che lo stato normativo attuale possiede elementi di incostituzionalità tali da dover essere risolti con urgenza, essendo ormai la situazione divenuta insostenibile.

In seconda istanza, il governo ha, negli anni, fornito incentivi all’attivazione di abbonamenti a banda larga.

Il contributo statale sulle nuove attivazioni, risulta essere vano e discriminante, in quanto non ha favorito reali investimenti in infrastrutture al fine di portare il servizio in zone non raggiunte.
In pratica, il contributo è stato fruito (e viene percepito) esclusivamente da quegli utenti che sono già sotto copertura, con esclusione degli altri.

Non facendo distinzione tra la sottoscrizione di abbonamenti flat, tipiche di un utilizzatore interessato, ed attivazioni a consumo, attivabili anche solo a fronte dell'occasionale presenza del contributo, tradotto dagli operatori in un periodo di utilizzo assolutamente gratuito del servizio, non è possibile avvalorare il successo di questa iniziativa fuori controllo, né dare reale credito alle statistiche fornire dagli operatori riguardo al numero di attivazioni.

E’ anzi appurato che oltre il 70% delle attivazioni sono ‘a consumo’ e una percentuale non irrilevante di queste, dopo i mesi di prova gratuita, rimangono inutilizzate, vanificando l’utilità del contributo, che poteva e doveva invece essere indirizzato verso l’ampliamento del bacino di utenza dei servizi a banda larga.

In questa situazione è evidente la lesione del diritto di uguaglianza dei cittadini, il contributo infatti non è potenzialmente fruibile da tutti i cittadini italiani, ma solo da una parte ben definita, coloro che risultano coperti dalla banda larga; quindi in base ad un criterio di natura economica, dovuto agli investimenti di operatori privati.

Un cambiamento lo chiedono gli operatori e lo chiedono tutti gli utenti ‘digital’ divisi.

Le chiedo quindi, a nome di tutti questi soggetti, di intervenire immediatamente affinché il sistema normativo sul wireless venga rivisto immediatamente, in modo da porre fino a questa situazione di divario, permettendo quindi a tutti gli operatori privati di investire nelle nuove tecnologie a disposizione, in maniera chiara e senza nessuno degli assurdi vincoli imposti attualmente, seguendo quindi le richieste più volte fatte da AIIP, Assoprovider e dagli utenti e che i contributi di attivazione degli abbonamenti a banda larga siano tramutati in incentivi alla copertura di zone attualmente scoperte.

Io e l’Associazione Anti Digital Divide, che rappresento in qualità di segretario, diamo tutta la nostra disponibilità a collaborare, in ogni modo possibile, alla stesura di un quadro normativo rispettoso delle reali necessità degli utenti italiani.

Cordiali saluti
Mauro Guerrieri
Segretario Ass. Anti Digital Divide
www.antidigitaldivide.org
 
< Articolo Precedente   Prossimo Articolo >



Visita anche www.savoldi.com