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Accordo ADD - ANPCI - WISP Stampa E-mail
5 Febbraio 2006, Diano d’Alba(CN): una convenzione firmata da Associazione Anti Digital divide, Associazione Nazionale Piccoli Comuni Italiani e Wave Tech lancia l’iniziativa Include per portare la banda larga nei comuni non raggiunti dal servizio. Si partirà proprio da Diano d’Alba, dove il progetto vedrà la luce nelle prossime settimane. Nel contesto dell’aula consigliare del Comune di Diano d’Alba una firma ha accomunato gli intenti del sindaco Claudio Cardinale, l’Associazione Anti Digital Divide ed Alessandro Pianta del gruppo Wave Tech in rappresentanza simbolica del mondo dei piccoli provider. L’obiettivo è chiaro: rompere gli schemi del digital divide e portare i benefici della banda larga alla cittadinanza esclusa dalle pianificazioni Telecom Italia.

La presentazione del progetto, che prenderà il nome di “Include”, è lasciata al Presidente dell’Associazione Anti Digital Divide Maurizio Gotta il quale, dopo aver illustrato le cifre relative al divario digitale che attanaglia l’Italia (un utente su tre è escluso dai benefici offerti dalla banda larga), ha spiegato gli intenti propositivi della sua associazione: costituire la piattaforma d’incontro tra istituzioni, utenza ed imprese per andare ad intervenire in quelle località dove le attuali figure del mercato non hanno intenzione di investire. Con Include la banda sarà prelevata dalle dorsali esistenti e distribuita tramite antenne wifi configurando così una nuova possibilità per le istituzioni locali che hanno intenzione di intervenire direttamente a risoluzione del problema.

L’ADD ha posto la propria firma ad una convenzione di intervento con il presidente dell’ANPCI (Associazione Nazionale Piccoli Comuni Italiani) Franca Biglio facendo del progetto Include una nuova facoltà a disposizione dei sindaci affiliati: l’80% dei comuni del cuneese è un piccolo comune e la quasi totalità di essi è discriminata dall’accesso alla banda larga, ma con le antenne in progetto il broadband potrà raggiungere tutti i comuni in difficoltà potendo così garantire una nuova importantissima risorsa per zone a grave rischio di depauperamento economico nonché socio/culturale. Franca Biglio ha sottolineato l’importanza della banda larga per i propri associati ed ha sposato con soddisfazione il progetto nascente: la convenzione offre massima libertà di scelta ed una valida alternativa tecnologica ai comuni, aprendo così nuovi spiragli nella diffusione “dal basso” della connettività.

Hanno portato il proprio contributo al dibattito anche i consiglieri regionali di Forza Italia e Margherita Alberto Cirio e Mariano Rabino i quali, con una estemporanea comunanza di intenti, hanno ribadito l’importanza di un intervento istituzionale nel contesto ma hanno altresì delegato alle figure private il compito di realizzare le istanze di intervento. Da più parti la figura politica è stata stigmatizzata con una richiesta a gran voce di interventi pratici senza ulteriore perdita di tempo perché le comunità locali già stanno quotidianamente pagando un prezzo eccessivo per i ritardi dovuti alle politiche di investimento dell’incumbent italiano della telefonia.

Il progetto Include troverà la propria prima applicazione presso il comune di Diano ma non ha uno stampo prettamente localistico: l’Associazione Anti Digital Divide raccoglie le proteste degli utenti digital divisi di tutta Italia, ed è in tutta Italia che l’associazione vuol portare il proprio intervento. I provider locali potranno dunque accettare le condizioni dettate da Include e portare le proprie strutture sul territorio, una interconnessione di reti renderà Include un network unico e l’utenza potrà così trovare finalmente una risposta alla propria domanda.

Il cantiere è aperto. L’ANPCI ha offerto la propria disponibilità, i provider hanno acconsentito ad un tavolo d’incontro per un concordato preventivo, le istituzioni regionali hanno promesso cospicui investimenti ed hanno offerto il proprio placet all’iniziativa. Tutti i comuni interessati possono ora rivolgersi all’ADD per eventuali informazioni facendo in modo che la propria cittadinanza abbia la possibilità di accedere a tutti quei servizi che, partendo dall’e-learning fino al VoIP, passando per telelavoro ed e-banking, sono già accessibili dall’ “Italia di serie A” rappresentata dalle zone già raggiunte dalle dorsali di rete esistenti sul territorio.

Per informazioni:
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http://www.antidigitaldivide.org


Anti Digital Divide – La storia

Anti Digital Divide nasce agli inizi di settembre 2004 come gruppo spontaneo di utenti non coperti dalla banda larga, sulle pagine del newsgroup it.telefonia.ADSL, per discutere delle problematiche e delle alternative relative a questo tipo di digital divide interno allo Stato italiano.
Originariamente l'attività di informazione e divulgazione si appoggiava ad un gruppo Yahoo, appunto il Gruppo Anti Digital Divide.
Intanto, su un altro fronte, monta la protesta contro le tariffe Telecom Italia per chi l'ADSL ce l'ha già.
Si tessono legami con i promotori della petizione online sulle tariffe, i quali segnalano che la stessa Telecom Italia propone Alice agli utenti francesi a un terzo del prezzo e al doppio della velocità.
Il 31/01/2005 viene ufficialmente costituita l'Associazione Anti Digital Divide, per desiderio,spirito di collaborazione e un po' di pazzia di 5 utenti italiani, che fino a pochi mesi prima neanche si conoscevano:
Maurizio Gotta, di Diano D'alba, primo presidente di Anti Digital Divide.
Pierluigi di Bartolomeo, di Cisterna di Latina, primo vice-presidente.
Mauro Guerrieri, di Roma, primo segretario.
Alessio Montanari, di Forlì, consigliere.
Alessio Susi, di Manoppello (PE), consigliere.
L'associazione viene registrata all'Ufficio del Registro di Torino il 01/03/2005.
 
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